Nuova disciplina decentrata Roma Capitale

Introdurre la nuova disciplina decentrata nell’amministrazione capitolina non è stato un capriccio, né una scelta della Giunta Marino, bensì un preciso obbligo di legge. Roma Capitale, infatti, applicava una disciplina non in linea con la normativa nazionale di riferimento e, dunque, ritenuta illegittima dall’organismo di controllo del MEF. Abbiamo perciò dovuto rimettere l’amministrazione pubblica della Capitale d’Italia nella piena regolarità amministrativa e contabile. Riformare il salario accessorio, inoltre, è stato necessario per metterlo in sicurezza. Se non l’avessimo fatto, infatti, a quest’ora il salario accessorio dei dipendenti capitolini non sarebbe più erogato.

Nell’affrontare l’introduzione della riforma, ci siamo posti questo obiettivo:  riuscire a dare ai 23 mila dipendenti di Roma Capitale un nuovo contratto decentrato, con obiettivi e risultati chiari, senza intaccare i loro livelli salariali e, allo stesso tempo, garantire ai quasi 3 milioni di cittadini romani servizi più efficienti. Al centro del nostro progetto c’è sempre stato il mantenimento dei livelli retributivi, ma anche l’idea di ‘coesione lavorativa’, un processo che va nella direzione del benessere del lavoratore e del contestuale miglioramento dei servizi erogati. Abbiamo introdotto forme organizzative adatte a un tessuto produttivo pubblico che valorizza il contributo di ogni singolo dipendente, permettendoci di costruire un’organizzazione del lavoro orizzontale, in cui ciascun lavoratore si deve sentire parte essenziale del processo amministrativo, dove tutti partecipano, con responsabilità specifiche, al raggiungimento degli obiettivi attraverso il miglioramento nell’erogazione dei servizi ai cittadini.

Il progetto prevede un ammodernamento della macchina amministrativa, che consiste anche nello snellimento dell’organizzazione, nell’effettivo decentramento verso i Municipi, nonché nell’ottimizzazione delle funzioni. Un processo già avviato con la realizzazione della nuova macrostruttura, approvata nell’autunno 2013. L’impostazione scelta per questo lavoro è volta a garantire l’effettività della relazione tra mansioni rivestite/attività svolte, da un lato, e adeguato riconoscimento economico delle stesse, dall’altro.

In estrema sintesi, abbiamo lavorato affinché nessun istituto salariale risultasse illegittimo per il MEF e la Corte dei Conti e per riportare il contratto integrativo nell’ambito della piena legalità, consentendo, allo stesso tempo, il mantenimento dei livelli salariali e l’effettivo miglioramento dei servizi resi ai cittadini. Lo spirito del nostro intervento è: chi fa di più, guadagna di più e a migliori servizi resi ai cittadini corrispondono stipendi migliori per i dipendenti.

Facciamo un passo indietro, però, per capire come si è arrivati fin qui.

L’approvazione della prima deliberazione di Giunta Capitolina nei termini fissati, ovvero ad agosto 2014, pur senza l’accordo con i sindacati, è stata necessaria per salvare il salario accessorio dei dipendenti capitolini, perciò non era rimandabile neanche di un giorno. Se avessimo rimandato, ad agosto il salario accessorio non sarebbe stato liquidato in busta paga. Come pure nei mesi a seguire. Invece, grazie all’approvazione della delibera che conteneva l’atto unilaterale dell’amministrazione, questo è avvenuto regolarmente. A seguito di questa decisione, purtroppo, ci sono state polemiche strumentali di alcuni, ma anche preoccupazioni legittime da parte dei nostri dipendenti, che abbiamo provato a tranquillizzare in ogni modo.

Il dialogo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori non si è mai fermato. E’ durato circa 14 mesi e a metà gennaio 2015 aveva portato finalmente ad una condivisione delle scelte. Così a febbraio 2015 eravamo arrivati alla preziosa firma di una pre-intesa, funzionale alla modifica del contratto unilaterale in Giunta e ad adottare un nuovo contratto condiviso. La pre-intesa era stata firmata da Cgil, Cils e Rsu. In un primo momento anche dalla Uil che, purtroppo senza valide motivazioni, il giorno successivo ha ritirato la firma. La pre-intesa è stata poi sottoposta a referendum da parte delle organizzazioni sindacali, e, purtroppo, fra i lavoratori che hanno votato ha prevalso il no. Così i sindacati hanno ritirato la firma dalla pre-intesa.

L’amministrazione non ha potuto far altro che tornare, per il momento, all’atto unilaterale per poter continuare a pagare il salario accessorio. Purtroppo è stata sprecata un’occasione importante in quanto la pre-intesa conteneva tutte le soluzioni per le diverse tipologie di dipendenti.

Ci si potrebbe domandare perché l’atto unilaterale non contenesse già quelle soluzioni. E la risposta è molto semplice: durante una concertazione sindacale emergono nella discussione criticità ed esigenze che, ove accolte dalla parte datoriale, contribuiscono a migliorare gli atti prodotti e proposti. Non è forse questo lo spirito dei Tavoli sindacali? Non è quello di contribuire a migliorare il lavoro dell’amministrazione il compito delle organizzazioni sindacali? L’amministrazione, del resto, ha ammesso sin dal primo giorno che considerava il proprio lavoro migliorabile ed emendabile. Un fatto di umiltà istituzionale, nonché di rispetto verso il lavoro dei sindacati. Questi ultimi, infatti, hanno contribuito a migliorare il testo e a colmare le lacune iniziali.

L’amministrazione, dal canto suo, ha concesso tutto ciò che poteva concedere nella trattativa sindacale ed era prontissima ad adottare il nuovo documento da subito, per garantire le migliori condizioni a tutti i suoi lavoratori. Punto centrale della pre-intesa, cui ho personalmente lavorato molto, era il congelamento della riforma del settore educativo e scolastico con la contestuale apertura di un Tavolo ad hoc da portare avanti con le educatrici e il personale didattico delle scuole comunali per trovare le soluzioni che ancora l’assessore alla Scuola non aveva trovato d’intesa con i sindacati. Purtroppo, a causa del no al referendum, tutto ciò non è stato possibile.

Attraverso il nuovo contratto, comunque, riteniamo di aver raggiunto un duplice, importante risultato: da un lato, l’eliminazione delle indennità percepite dai dipendenti capitolini non in linea con la legislazione nazionale (che erano perciò a rischio e che in comuni italiani importanti sono state eliminate completamente, senza essere sostituite da altre forme compensative, come invece avviene nel nostro caso) e, dall’altro, l’utilizzo di nuovi istituti (previsti dal CCNL) nonché la valorizzazione di quelli già esistenti, al fine di compensare le perdite derivanti dalla disapplicazione degli istituti menzionati.

Tra gli istituti di maggiore rilievo del nuovo contratto decentrato integrativo ci sono la produttività, la turnazione e le posizioni organizzative.

Per ciò che concerne la produttività, ci riferiamo a un sistema permanente di valutazione del personale effettuato dai dirigenti, distinto in produttività di sistema e produttività finalizzata. La produttività di sistema sarà erogata a cadenza mensile e previa valutazione ed è basata sul mantenimento degli standard erogativi dei servizi resi ai cittadini. In un quadro che vede una forte contrazione dei trasferimenti nazionali verso gli Enti Locali che a Roma, per di più, pesa maggiormente anche per via  dei vincoli imposti dal Piano di Rientro, cui si aggiunge anche il blocco del turn over (che ci impedisce di sostituire in pieno in personale che va in pensione), garantire il mantenimento degli standard di erogazione dei servizi ai cittadini, consente all’amministrazione di riconoscere ai dipendenti, che le consentono di farlo in queste condizioni, la produttività definita perciò ‘di sistema’. La produttività finalizzata sarà, invece, legata all’attivazione di progetti specifici di miglioramento e innovazione dei servizi. Quanto più innovativo, particolare, utile per i cittadini sarà il servizio fornito, tanto più si premierà chi lo fornisce. Ciò permetterà a Roma di elevare gli standard qualitativi dei servizi, innescando un circolo virtuoso che ci permetterà di portare Roma ai livelli della grandi capitali europee in materia di servizi ai cittadini.

Alta importante novità contenuta nell’articolato del nuovo contratto decentrato integrativo è rappresentata dall’ampliamento dell’istituto della turnazione, che caratterizzerà il lavoro della quasi totalità della Polizia Locale, oltre che di alcuni settori degli uffici tecnico-amministrativi, primo tra i quali i servizi demografici (vedi sportelli anagrafici aperti tutti i giorni ad orario continuato dalle 8 alle 18.30, che hanno raddoppiato l’orario di apertura al pubblico da 25 a 50 ore settimanali), per un totale di circa 8500 dipendenti coinvolti, che costituiscono più di un terzo del totale dei dipendenti capitolini. La turnazione risponde all’esigenza di erogare maggiori servizi al pubblico e di avere più agenti di Polizia Municipale in strada senza fare ricorso agli straordinari, permettendo all’amministrazione di organizzare i turni di servizio ordinario pagando un’indennità legittima agli agenti e risparmiando in straordinari, prima ampiamente concessi per organizzare i servizi notturni e festivi (che invece adesso saranno garantiti in turni ordinari).

Attraverso l’istituto delle Posizioni Organizzative abbiamo inteso valorizzare i quadri dell’Amministrazione, conferendo loro incarichi precisi e retribuiti.

Continueranno ad essere erogati i trattamenti economici legati ad istituti contrattuali in linea con la legislazione vigente, tra i quali ricordiamo l’indennità di maneggio valori, quella di rischio e di disagio, la reperibilità, le specifiche responsabilità.

Di seguito trovate un elenco puntuale di tutte le tappe che ci hanno portato alla situazione attuale, con tanto di rimando ai documenti ufficiali che lo testimoniano. Un lavoro utile a ricostruire i perché, i come e i quando:

  1. Relazione MEF del 16/01/2014, pervenuta all’Amministrazione in data 04/04/2014 sulla verifica amministrativo – contabile eseguita dal 4 ottobre 2013 al 15 gennaio 2014. In tale relazione sono presenti varie contestazioni relative alle modalità di alimentazione delle risorse decentrate e alla relativa consistenza, ai criteri e agli istituti  applicati ai fini della retribuzione accessoria del personale; viene contestata l’erogazione di voci retributive che si ritengono non assistite da norme di CCNL legittimanti, in termini di paventati superamenti dei limiti retributivi e di automatismi, anche con riferimento a premi di produttività  o altri incentivi.

  2. Circolare Interministeriale n. 60/GAB del 12/05/2014 che prevede la costituzione presso la Conferenza Unificata di un Comitato temporaneo con il compito di fornire indicazioni applicative del Decreto Legge n. 16/2014 e, nelle more, consente la temporanea applicazione delle clausole dei vari contratti integrativi vigenti, al fine di assicurare continuità nello svolgimento dei servizi essenziali.

  3. Deliberazione di Giunta Capitolina n. 137 recante valutazioni e determinazioni in merito all’applicazione della Circolare Interministeriale e che:

    • Dispone la temporanea continuità applicativa delle discipline decentrate pregresse

    • Fissa al 31 luglio il termine massimo entro il quale definire il riordino e il rinnovo della disciplina decentrata dell’Ente

  4. Atto unilaterale adottato con Deliberazione di Giunta Capitolina n. 236 del 1 agosto 2014. Tale disciplina decentrata viene adottata, in applicazione del D. Lgs n. 150/2009,  in via provvisoria e fissa l’inizio dei propri effetti al 1 dicembre 2014 e, contestualmente, proroga fino al 30 novembre 2014 gli effetti della deliberazione di Giunta Capitolina n. 137/2014.

  5. Nota del 16/10/2014 a firma del Sindaco di trasmissione al MEF della relazione di riscontro dell’Amministrazione alla verifica del MEF.

  6. Deliberazione di Giunta Capitolina n. 339 del 28/11/2014 di recepimento del verbale sottoscritto con le OO.SS. in data 27/11/2014 nel quale, al solo scopo di verificare la possibilità di sottoscrivere congiuntamente un’eventuale intesa, si prevede il differimento al 1 gennaio 2015 della decorrenza degli effetti della disciplina decentrata adottata con deliberazione di Giunta del 1 agosto 2014.

  7. Deliberazione di Giunta Capitolina n. 20 del 06/02/2015 di costituzione del Fondo risorse decentrate  per la contrattazione integrativa anno 2015.

  8. Deliberazione di Giunta Capitolina n. 21 del 06/02/2015 con la quale si prende atto dell’ipotesi di contratto decentrato integrativo di cui alla pre-intesa del 6 febbraio 2015.

  9. Deliberazione di Giunta Capitolina n. 27 del 17/02/2015 contenente determinazioni varie, tra le quali:

    • presa atto del parere favorevole dell’Oref;

    • sospensione per  il periodo gennaio – giugno 2015 delle regole relative al settore educativo e scolastico, come previsto nella pre-intesa del 6 febbraio;

    • mandato ai dirigenti di attuare misure utili dirette a impedire decurtazioni retributive, anche attraverso il ricorso a un’anticipazione delle competenze retributive variabili (anticipazioni poi regolarmente corrisposte, malgrado il no al referendum e il decadere della pre-intesa sindacale).

  10. Elementi accolti sul contratto decentrato dall’amministrazione al tavolo sindacale di dicembre 2014

 

 

 

 

 

 

 

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