Oggi celebriamo vittime stragi e chi si è sacrificato per combattere nazifascismo. Nessuno spazio a nostalgici dell’odio

(29/07/2013) - In giornate come questa, bisognerebbe celebrare e ricordare solo le vittime dell’inaudito odio che ha causato milioni di morti durante la seconda guerra mondiale e stringersi intorno alle famiglie di tutti coloro che si sono sacrificati per la libertà. Invece oggi a Roma, in occasione dei 100 anni di Priebke, abbiamo assistito a episodi vergognosi, con il nipote del capitano delle SS che mostra provocatoriamente bottiglie di champagne per strada; volgari scritte ai danni del Presidente della Comunità ebraica di Roma Pacifici; croci uncinate sui muri e auguri corredati di svastiche apparsi nei pressi della sede dell’Anpi. Un campionario di bestialità e idiozia umana realizzato da chi dimostra oggi, una volta di più, di non aver appreso nulla dalla storia.

Gesti vili come questi, irrispettosi della memoria delle vittime di una barbarie da cui l’umanità non si distanzierà mai abbastanza, ci dimostrano che non dobbiamo mai abbassare la guardia di fronte allo strisciante nazifascismo che ancora si infiltra nella nostra società. La condanna verso questi atti deve essere totale e diffusa, senza alcun margine di ambiguità da parte di nessuno. La città di Roma, Medaglia d'oro per la Resistenza, non può essere teatro di tali meschinità, che respinge e ripudia. Ci impegneremo a veicolare con ancora maggiore decisione e convinzione i valori civili della giustizia, della pace, della libertà e della democrazia. Sono vicino ai cittadini e alle associazioni che oggi presidiano la zona intorno alla casa romana di Priebke per evitare ogni forma di festeggiamento pubblico del suo centesimo compleanno. E li ringrazio, perché rendono alla città un prezioso servizio civile: nessuno spazio deve essere concesso ai nostalgici di quelle violenze e di quell’odio, è scritto nella nostra Costituzione.

 

 

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