Omofobia. Non c'è più tempo da perdere: è urgente una rivoluzione culturale

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(11/08/2013) - È una sconfitta di tutti: quando un ragazzo di appena 14 anni preferisce togliersi la vita, piuttosto che continuare a vivere nel tormento della solitudine estrema in cui ci si può confinare quando si sente che il mondo è distante e non capisce. È un dolore che deve sentire proprio tutta la società, ma soprattutto la politica. Quella che perde tempo e dibatte da anni, virgola per virgola, su un testo per combattere uno dei fenomeni più odiosi del nostro tempo, l'omofobia. Quella che cerca alchimie insensate che siano più o meno condivise da questa e quell'altra sensibilità, per approvare una legge che conceda i sacrosanti diritti civili alle coppie omosessuali.
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Gay Pride 2013

  • Pubblicato in Roma

Il Sindaco Ignazio Marino mi ha chiesto di rappresentare Roma Capitale al Roma Pride 2013 di oggi: la nuova amministrazione capitolina ci tiene, infatti, ad essere ufficialmente presente alla manifestazione cittadina per i diritti della comunità LGBT. Io avrei partecipato comunque, naturalmente, come a ogni edizione, ma sono particolarmente felice e onorato di farlo in rappresentanza dell'istituzione comunale. Roma deve diventare Capitale dei diritti: l'amore non ha barriere o limitazioni e tutti devono sentirsi, allo stesso modo, parte di una comunità, con uguali diritti e doveri.
La città che vogliamo è una città aperta e solidale, ed è questo l'impegno del Sindaco Marino, perciò oggi al Pride consegnerò a tutta la comunità LGBT questo suo messaggio di sincero benvenuto a tutte e tutti nella nuova Roma aperta e solidale:

"Carissime e carissimi,
permettetemi innanzitutto di ringraziarvi dell'invito a partecipare alla vostra manifestazione, che la città di Roma è felice di accogliere anche quest'anno. Pur non potendo essere presente personalmente, mi preme salutare ed esprimere la mia sincera vicinanza a tutti voi che oggi sfilerete per le strade della Capitale nel nome dei diritti e di quella libertà di amare che è propria di ciascun individuo.
Troppe volte, negli ultimi anni, la città di Roma è stata teatro di aggressioni omofobe e di altri gravissimi episodi di discriminazione: fenomeni inaccettabili, che una comunità forte e unita deve saper respingere con decisione, a cominciare dalle sue Istituzioni. Per questo voglio ribadire, da Sindaco, il mio impegno affinché a Roma i diritti di tutti siano garantiti e sradicata ogni forma di intolleranza.
Odio e discriminazione non possono avere diritto di cittadinanza in questa che non è solo la Capitale d'Italia, ma è la culla della civiltà. Roma deve invece diventare una capitale dell'accoglienza e dell'uguaglianza, in cui nessuno possa mai più sentirsi offeso, né marginalizzato e dove la cultura del rispetto rappresenti un valore non negoziabile.
Una Capitale dei diritti da costruire insieme, è questa l'idea di Roma in cui credo con la quale voglio augurarvi buon Pride."

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Roma Capitale dell'omofobia? Lo dicono i numeri. Perchè Alemanno non prende le distanze da Casapound?

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Alemanno si dichiara contro l'omofobia. Perché in questi anni non ha mai preso seriamente le distanze da associazioni dichiaratamente omofobe come Casapound? E poi, non lo diciamo mica noi che Roma vanta il record di aggressioni omofobe negli ultimi anni, è un dato di fatto. L'omofobia si combatte attraverso la concessione di diritti, non a chiacchiere. Se il PDL è a favore delle coppie di fatto ed è pronto a discutere leggi contro l'omofobia, lo annunci ufficialmente, così noi ne prenderemo atto e l'Italia potrà finalmente evolversi ed allinearsi agli altri Paesi europei in tema di diritti civili.

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Marcia per la vita, va in scena il medioevo culturale.

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fetiCroci(12/05/2013) - Con la marcia per la vita, Roma è teatro di un medioevo culturale stantio, messo in scena dalle frange più oltranziste e oscurantiste del centrodestra della Capitale. Il tutto con il placet del Sindaco Alemanno, oggi in piazza a dispetto delle enormi polemiche che ha suscitato questa marcia. Ancora una volta la libertà e i diritti delle donne vengono messi in discussione con argomenti ideologici e offensivi, con l'intento di cancellare principi e libertà fondamentali della persona acquisite dopo lunghe battaglie di civiltà.

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