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Chiarito il mio ruolo di mediazione in manifestazione Rosarno del 2010

Chiarito il mio ruolo di mediazione in manifestazione Rosarno del 2010

(29/04/2014) - Ieri è stata fatta chiarezza in un’indagine per resistenza a pubblico ufficiale in cui sono coinvolto per la mia partecipazione a una manifestazione nel gennaio 2010, dopo i gravi fatti accaduti a Rosarno, dove ci fu una rivolta degli immigrati contro i soprusi e lo sfruttamento perpetrato ai loro danni. Gli agenti della Digos chiamati a deporre in Tribunale a riguardo, hanno dichiarato che ero stato coinvolto appositamente per intervenire e mediare come figura istituzionale riconosciuta.

Un elemento importante che chiarisce una vicenda che io stesso ho denunciato diversi anni fa attraverso alcuni video postati sul mio profilo di YouTube.

Nel 2010, infatti, ricoprivo la carica di assessore al Bilancio della Regione Lazio e fui chiamato a intervenire per placare gli animi perché, durante la manifestazione, purtroppo, si creò tensione fra i manifestanti e le forze dell’ordine. Mi frapposi, quindi, per provare a mediare ed evitare che la situazione degenerasse. La questione ruota sempre intorno a come si interpreta il ruolo che si svolge.

Io ho sempre interpretato il mio ruolo, al di là dell’incarico ricoperto, come quello di chi ha ricevuto un mandato popolare per difendere i più deboli e i senza diritti. L’ho sempre fatto e sempre lo farò, perché credo che il ruolo della politica sia quello di favorire il dialogo, nel rifiuto di ogni forma di violenza, e di ascoltare e dar voce agli ultimi. 

In queste settimane si è tornato molto a parlare di immigrazione. Accade sempre così quando si avvicina la stagione calda e ripartono gli sbarchi di disperati sulle nostre coste. Con la campagna elettorale per le europee dietro l’angolo se ne parla ancora di più, e con toni certamente più aspri. Poi queste storie di immigrazione e disperazione cadono nel dimenticatoio.

E’ successo anche per la vicenda di Rosarno, una storia molto brutta di cui non si è più parlato. Una brutta storia di razzismo e lavoro nero, con l’ombra della ‘ndrangheta sullo sfondo, il velo dell’omertà che cade e la ribellione degli ultimi. Una storia che non dovremmo dimenticare.