Omofobia. Non c'è più tempo da perdere: è urgente una rivoluzione culturale

(11/08/2013) - È una sconfitta di tutti: quando un ragazzo di appena 14 anni preferisce togliersi la vita, piuttosto che continuare a vivere nel tormento della solitudine estrema in cui ci si può confinare quando si sente che il mondo è distante e non capisce. È un dolore che deve sentire proprio tutta la società, ma soprattutto la politica. Quella che perde tempo e dibatte da anni, virgola per virgola, su un testo per combattere uno dei fenomeni più odiosi del nostro tempo, l'omofobia. Quella che cerca alchimie insensate che siano più o meno condivise da questa e quell'altra sensibilità, per approvare una legge che conceda i sacrosanti diritti civili alle coppie omosessuali.

L'omofobia si sconfigge attraverso il riconoscimento dei diritti. E la solitudine feroce di tanti giovani uomini e donne che si sentono diversi, derisi, incompresi, si allevia con una netta e definitiva presa di distanza dal medioevo culturale in cui la nostra società si è ottusamente autoconfinata, e di cui è complice anche l'abuso volgare di un certo linguaggio gergale, che tende a discriminare, confinare ed escludere.

A storie drammatiche come questa bisogna pensare, quando si rimanda la discussione parlamentare sull'omofobia. Non c'è più tempo da perdere: è urgente una rivoluzione culturale su questi temi, la vita di tanti giovani fragili è anche nelle nostre mani.”

 

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