 La giunta Alemanno vuole porre fine alle attività del Centro di Cultura Ecologica, una esperienza unica in Italia, una realtà importantissima per Roma. Si tratta di un gravissimo errore. Alemanno dimentica che il Centro è una biblioteca federata del Comune di Roma e che l’importante Archivio Ambientalista, situato all’interno della stessa struttura, è vincolato dalla stessa Sovrintendenza.
Il Comune sta di fatto ignorando un accordo sottoscritto proprio dalla giunta Alemanno con la Regione, attraverso il quale era stato finanziato il recupero di un casale nel parco di Aguzzano. Un intervento che avrebbe consentito l’ampliamento del Centro di Cultura Ecologica.
Ora quel casale viene destinato alla protezione Civile, senza alcun via
libera da parte della Regione, che ha finanziato il progetto con quella
specifica destinazione. Un intervento sul quale c’è la contrarietà
dell’Ente RomaNatura, il soggetto che presiede alle attività del Parco,
il cui parere è necessario e può essere vincolante. Ancora una volta,
dunque, si usa la Protezione Civile per scavalcare leggi ed accordi. Il
Centro di Cultura Ecologica ha il pregio di custodire la storia delle
battaglie ambientaliste come quelle contro il nucleare o per l’acqua
pubblica. Battaglie che, una destra favorevole al nucleare e alla
privatizzazione dell’acqua, intende rimuovere dalla memoria collettiva.
La
regione è intenzionata a far valere le proprie ragioni su questa
vicenda. Sabato mattina, perciò, parteciperò all’Assemblea contro la
chiusura del Centro di Cultura Ecologica nel parco di Aguzzano.
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